Rassegna stampa

Il test della scrittura viene in aiuto nella selezione del personale con il vantaggio, rispetto agli altri metodi, di essere predittivo del successo manageriale. Ecco i pro e i contro della grafologia nella gestione delle risorse umane


Di Nadia Anzani

Pare proprio che la scrittura sia un'espressione strettamente legata alla nostra personalità, al nostro modo di essere e di pensare. E che dall'analisi del tratto si riescano a stabilire in maniera attendibile l'attitudine e la propensione alla carriera e al comando, vale a dire, si possa prevedere il successo manageriale. Sempre che ci siano i presupposti. A stabilirlo è la grafologia, una disciplina nata nel 1600 per lo studio della scrittura che ha conosciuto fasi alterne di sviluppo e che oggi è di nuovo sulla cresta dell'onda. Largamente applicato negli studi sull'età evolutiva, per l'orientamento scolastico, nella consulenza familiare o nella psicoterapia e nelle perizie giudiziarie, il test della scrittura viene utilizzato anche per la selezione del personale, in particolare del management, soprattutto negli USA, Nord e centro Europa e in Israele. In Francia per esempio, la percentuale di utilizzo di tale test supera il 90% delle aziende.
"Quando si scrive, il nostro sistema nervoso imprime alla penna nove stimoli al secondo e 550 al minuto; impossibile controllarli tutti con la ragione e la volontà. Per questo la scrittura ha il medesimo valore delle impronte digitali" - dice Agata Geraci, psicologa e grafologa del centro Studi psicologici di Milano. Dalle aste inclinate a destra o a sinistra, dalla rotondità degli occhielli, dall'altezza e dalla grandezza dei caratteri e dalla pressione della traccia, è possibile stabilire se il candidato ha un carattere forte, con doti di leardership, oppure se è un tipo creativo ed estroverso.
Diversi i tratti della personalità che emergono attraverso lo studio della grafologia, alcuni dei quali perfino imbarazzanti, come quelli che indicano il livello di furbizia, la propensione a mentire o il tasso di produttività. Le grandi aziende e le importanti società di consulenza e selezione del personale ricorrono abitualmente al test della scrittura nella scelta delle risorse umane perché in grado di dare risultati che vanno ben oltre quelli forniti dai normali test attitudinali o di personalità.
Innanzitutto riduce considerevolmente le probabilità di errore perché oltre a mettere in risalto le capacità attitudinali del candidato, fornisce anche un quadro psicologico, ottenendo un'analisi più approfondita rispetto agli altri test. Valido in particolare per la selezione di quadri e dirigenti, il test della scrittura ha un significativo valore predittivo anche se è difficile da attuare soprattutto perché "raramente si trovano esperti in grafologia che abbiano anche un back-ground aziendale in funzioni direttive - dice Romolo Datei un passato in azienda come direttore generale e oggi executive saercher presso un'importante società di consulenza aziendale specializzata nella selezione del personale nonché esperto in grafologia -. Il segreto infatti sta nel saper unire alla conoscenza dei problemi organizzativi aziendali quella del metodo grafologico.
Perché allora in Italia i test grafologici non riscuotono un successo generalizzato nelle aziende?
"La grafologia non viene considerata come una scienza. In base alla mia esperienza, posso dire che esiste una sorta di connessione fra il ricorso all'analisi della scrittura e andamento economico - dice Agata Geraci -. Nel momento in cui le aziende vivono in un contesto di forte espansione non prestano la dovuta attenzione alla selezione del personale perché pressate dalle necessità contingenti.
Diverso è l'atteggiamento delle aziende in momenti economici difficili, come quello attuale. La selezione del personale diventa più selettiva. In ogni caso non è permesso fare errori, soprattutto quando si tratta di quadri o dirigenti, parti vitali per un'azienda. In questi casi si vorrebbero metodi di selezione infallibili o per lo meno in grado di ridurre al minimo la percentuale di errore. Il prezzo da pagare per scelte sbagliate è proporzionale all'importanza del ruolo ricoperto dal candidato all'interno dell'azienda". Ma la diffusione del test grafologico per la selezione del personale è ostacolata soprattutto dalla scarsa esperienza aziendale di molti grafologi e all'assenza di un'efficace taratura che darebbe maggiore affidabilità al metodo.
"Solitamente i grafologi - dice Romolo Datei - provengono dal mondo della scuola, di conseguenza i loro studi hanno avuto scarsi risvolti applicativi nel mondo aziendale. A loro manca l'essenziale collegamento con il mondo industriale, realtà che non conoscono perfettamente e di cui solitamente non comprendono il linguaggio e i ruoli tipici". A ciò si aggiunga la mancanza di una classificazione e di un'analisi statistica dell'esame della scrittura. "Un test per avere vero valore applicativo deve essere tarato. Per far ciò occorre disporre di una popolazione campione di almeno 200 persone, omogenea nel tipo di attività professionale, affermata in un determinato settore, alla quale si sia fatto un colloquio e dalla quale si abbia a disposizione un campione di scrittura, in modo da verificare caratteristiche in comune - spiega Datei -. Il test grafologico si avvale di una lettura dei segni grafici che ne costituiscono le caratteristiche genetiche. Ma una volta interpretata nei suoi segni elementari è necessario fare studi statistici sulla scrittura della popolazione campione per stabilire quali siano i tratti peculiari della specie. Solo facendo uno studio di variabilità statistica - continua Datei - si potrà stabilire un livello di una determinata categoria professionale. Per esempio la scrittura di architetti affermati è molto particolare, in essa il valore pittorico ed estetico ha un peso fondamentale".
Ma creare un archivio di modelli di scrittura, catalogarli e studiarli richiede molto tempo . Anche in questo caso un valido contributo è venuto dall'informatica.
"Il sistema Graf è costituito da un insieme di programmi, provenienti dagli Stati Uniti, finalizzati all'acquisizione, all'archiviazione e all'elaborazione di dati specifici - spiega Daniele Malaspina, amministratore delegato del centro di Ricerche psicologiche di Milano -. Utilizzando il computer è quindi possibile produrre referti riducendo i tempi e quindi i costi degli stessi. Il funzionamento del sistema è estremamente semplice. Il manoscritto viene acquisito dal computer attraverso lo scanner e proposto a video - continua Malaspina-. In pratica, le misurazioni che prima venivamo fatte a mano dal grafologo ora vengono fatte dalla macchina che associa a ogni misura le formule e i modelli matematici adatti, fornendo totali, medie e conversioni". Insomma il computer migliora la qualità della prima fase del lavoro dello specialista che ora potrà limitarsi a interpretare i dati.
Per ora nelle aziende italiane è molto diffuso il test psico-attitudinale. "E' adatto soprattutto per la scelta del personale di medio e basso livello: è una prova che oltre ad analizzare i fattori mentali, mette in rilievo le attitudini a svolgere bene i lavori d'ufficio ma non è predittivo del successo manageriale - dice Agata Geraci -. Vi sono poi i test di personalità che però oggi sono stati abbandonati dalla maggior parte delle aziende".
Una certa validità hanno invece anche i test proiettivi che "rappresentano un metodo molto serio d'indagine e hanno valore predittivo solo se l'operatore è professionalmente qualificato - dice Romolo Datei -. Sono comunque molto lunghi e laboriosi e questo, se vogliamo, rappresenta il loro maggior difetto".
In questo quadro è difficile stabilire quale futuro possa avere l'utilizzo del grafotest nella selezione del personale.
Molto dipende dagli indirizzi che prenderanno le scuole di formazione. "Se si prenderà coscienza di quelli che sono i limiti attuali del sistema e si applicheranno provvedimenti adeguati, è possibile che il test grafologico abbia un futuro.
Qualcosa si sta comunque muovendo - dice Datei -. Personalmente ho fatto parecchi corsi di grafologia all'interno di importanti gruppi industriali, esponendo la struttura tarata del test grafologico conseguente all'esame di diverse centinaia di persone incontrate nel corso della selezione industriale.
Esistono quindi già numerosi grafologi con esperienza aziendale, persone che hanno studiato secondo modalità metodologicamente corrette il sistema di cui conoscono pregi e limiti". Un altro passo avanti verso quello che ancora manca, cioè una seria sperimentazione statistica, necessaria per far compiere alla grafologia un trasferimento fondamentale: il passaggio dalle scienze umane a quelle esatte.

English version