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Musicista per destino
di Agata Geraci
Da "Historia", n. 411 - Maggio 1992
Rossini,
Rossini
chi era costui ? Conclude l'articolo di Elena Longhi.
Era un uomo che aveva di sé la massima fiducia, però anche
una scarsa autostima, con conseguente bisogno di compensazioni (scrittura
fluida, tagli, tagli della "t" allungati). La sua intelligenza
si esprime velocemente, con rapide associazioni e deliberazioni, ma è
soggetta a distrazioni, viene distolta dalle apparenze: belle donne, bei
salotti
a quel punto rimane ipnotizzata e rivolta soltanto al godimento
di tanta bellezza (lettera "o" saltuariamente larghissima).
Poca dimestichezza con la disciplina e fluttuazioni d'umore, che lo fanno
oscillare dalla sensazione di essere fiero dominatore alla depressione,
per cui crede di dover solo soccombere.
Accanto alla raffinata sensibilità e duttilità mentale,
c'è una passionalità pesante che offusca i giudizi con idee
prevenute, ambizioni, preconcetti idealistici. Un'intelligenza comunque
vivacissima, brillante, irrequieta, pronta ai confronti, ai riferimenti
fulminei con quanto precedentemente appreso, dotata di una memoria durevole
che è aiutata e rinforzata in tanti modi.
Una mente irruente, che senza sosta rimbalza da un'idea all'altra e mette
insieme associazioni molto distanti e molto dissimili.
Tanta vivacità, è chiaro, non è propria di un animo
tranquillo; i tagli della "t" lunghi, grossi, assottigliati,
svelano una costellazione di sentimenti veramente originale e composita:
focosità aggressiva, collera, insofferenza, impazienza e ansietà
angosciosa, demoralizzazione per paure generiche ed eventuali esplosioni
reattive autodistruttive. Forse quello psicologo di Stendhal potrebbe
fare diagnosi di nevrosi fobico-persecutoria... ma meno male che c'era
la musica: nelle note, nei suoi personaggi, Rossini poteva proiettare
le sue difese indisponenti, le provocazioni, il disprezzo, il tutto in
chiave ironica, creativa, con sagace umorismo.
La sua grafia, fluttuante e scattante insieme, ne rivela tutto il genio
musicale. E' il segno fluttuante (alcune lettere più grandi di
altre) che denota attitudini musicali interpretative, ma affinché
il senso musicale abbia la caratteristica della creatività occorre
il segno scattante (mancanza di allineamento alla base di ogni parola),
che rivela spinte emotive ben più forti e impellenti, addirittura
coercitive. Rossini aveva l'uno e l'altro segno nella scrittura: non poteva
che essere musicista!
Possedeva così, con le sue composizioni geniali, il passaporto
per farsi accettare, cercare, applaudire, cosa di vitale importanza data
la maniacale aspirazione vanitosa ad essere elevato, per compensare i
sensi di frustrazione e di dipendenza dal giudizio degli altri.
Musica come scappatoia da un Super-Ilo troppo rigoroso, musica come sublimazione
di una sessualità disordinata, sentita in tutta la sua impellenza
ma con rilevanti sensi di colpa.
Fissato in fase adolescenziale, Rossini non si decide a fare delle scelte,
mantiene la voglia di comandare e di ubbidire, di essere rispettabile
e libertino: istanze come queste così contrastanti e coesistenti
non gli danno un solo attimo di tregua. La sua grafia riporta tutte le
componenti di quella tensione nervosa che risulta legata allo sforzo di
difesa nei confronti dell'attacco, reale o presunto dell'ambiente contro
l'Io.
Queste
tendenze sono alla base di un comportamento isteroide, soprattutto per
l'errata convinzione di dover cedere i propri diritti ad altri ritenuti
superiori, nonché per il sentimento di fragilità, alimentato
da mancanza di autocontrollo e da un profondo senso di isolamento (interlinea
larga).
Chi è Rossini? Un uomo sommerso dai contrasti rispetto ai quali
l'ironia è la difesa principale. Difficilmente ha le idee chiare
perché è portato a pensare in modo passionale e soggettivo,
però è pronto a ricredersi e a cambiare le carte in tavola
con estrema facilità.
Impellente la spinta al rapporto affettivo, determinata sia dal temperamento
che dalle esigenze interiori: calore, cordialità, tenerezza sono
autentici. Impetuoso e travolgente nel modo di fare, trova facilmente
mille parole per avere sempre ragione; ma è simpaticissimo e i
compagni lo tollerano nella sua realtà che in fondo è pulita.
Egli è esigente nello scegliere gli amici, a cui regala una relazione
profonda e altruista, se rispondono ai suoi sentimenti.
Da uno come lui, indisciplinato, quasi irresponsabile, non ci si aspetterebbero
anche ordine e precisione o quella fermezza e tenacia che invece si scoprono
fra tratti del tracciato grafico. Lui, che non riesce ad appianare i suoi
contrasti interiori, nelle decisioni è pronto, risoluto e lavora
paradossalmente con rigore scientifico. Insomma, per questi equilibri
inaspettati fra emozione e ragione, la sua scrittura lascia anche il grafologo
(ancora una volta) sorpreso e stupito .
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